Trasporto Rapido Costiero, costi per tutti

trcAncora una volta dobbiamo registrare che il progetto Trasporto Rapido Costiero, meglio conosciuto come TRC, si rivela causa di forti frizioni e cartina al tornasole dei rapporti tra cittadinanza e amministrazioni locali.

In questo caso ex-amministrazioni locali, considerato che il nuovo sindaco riccionese, Renata Tosi, insediatadisi nel suo ruolo poco più di una settimana fa, si é dichiarata contraria alla realizzazione del TRC.

Ma tant’é, dopo le vicende, risalenti a qualche mese fa, che hanno riguardato gli espropri e le demolizioni di manufatti privati lungo tracciato riminese del bus più controverso della Riviera (perché alla fin fine si tratterà di un’autolinea da 100 milioni di euro), questa volta “l’incidente” ha avuto come teatro Riccione.

Dove martedì pomeriggio tanti cittadini sono scesi in strada per opporsi all’ennesimo e intollerabile atto di forza di Agenzia Mobilità. Un atto arrogante e prevaricatore che segue di pochi mesi quello avvenuto in via Serra, prima dell’abbattimento di una proprietà di Walter Moretti.

Cambiano le località, cambiano i colori delle giunte, ma le perplessità sull’opera restano le medesime.

Il TRC é un’opera costosissima, specie in un momento come questo di forti ristrettezze economiche, interamente finanziata con soldi pubblici.

Tutti si chiedono perché mai la politica sul TRC ha tirato diritto e non si è mai fermata a riflettere sul “costi benefici”, così come dovrebbe fare un amministratore degno di quel nome.

Da cosa nasce la difesa a spada tratta di un’opera già vecchia oltre che del tutto inutile ?

La risposta in realtà è molto semplice e non richiede neppure la consulenza di massimo esperto.

Fiumi di denaro pubblico già spesi, sin dal 1996, con opulente consulenze e incarichi.

Ora, la risposta al perché il “TRC must go on”, deve essere cercata unicamente nel rapporto tra spese (già) sostenute e opere realizzate. E ancora di più nella tipologia dell’enormità di spesa che solo in minima parte ha riguardato gli investimenti.

Il TRC non è una partita in solitaria tra Rimini e Riccione perché i costi di gestione del TRC graveranno su tutti i comuni del bacino provinciale del trasporto pubblico locale (TPL).

Ed è per questo che deve essere fatta chiarezza sui costi per l’interruzione del progetto e deve essere riconsiderata l’opera tenendo conto non solo di quanto è stato speso, ma di quanto costerà a tutti i comuni del bacino del TPL (area Provinciale) sostenere i costi di gestione che, come detto, non graveranno solo su riminesi e riccionesi.

Un’opera inutile rispetto alle esigenze del trasporto locale, e di grande impatto ambientale, specie in un territorio come il nostro vocato al turismo.

Il Movimento 5 Stelle, pertanto, ribadisce le forti perplessità, già espresse in passato, nel merito del progetto TRC e sull’iter che ha portato alla sua messa in opera e si impegna, come ha fatto sinora, ad intraprendere ed appoggiare tutte le iniziative, da qualunque parte politica o libera associazione di cittadini esse provengano, finalizzate a rimettere in discussione un’opera che non solo rappresenta un’ipoteca sulle capacità di spesa delle presenti e delle future amministrazioni, ma anche l’ennesima infrastruttura calata dall’alto e priva di credibili riscontri previsionali in termini di servizi resi alla comunità ed al suo tessuto economico.

I consiglieri del MoVimento 5 Stelle

Arianna Adanti (San Giovanni in Marignano)
Sara Andreazzoli  (Santarcangelo)
Daniele Arduini (Morciano)
Luigi Camporesi (Rimini)
Sabrina Casamenti (San Clemente)
Vincenzo Cicchetti (Riccione)
Tiziana Formica  (Montefiore)
Carla Franchini (Rimini)
Graziano Gambuti (San Giovanni in Marignano)
Fabio Gennari (Misano)
Francesca Gennari (Misano)
Luca Gentilini (Misano)
Danilo Lombardi (Bellaria)
Mauro Macrelli (Montefiore)
Luca Mazzotta (Santarcangelo)
Marco Morelli (San Giovanni in Marignano)
Gilberto Pedini (San Giovanni in Marignano)
Matteo Piccioni (Misano)
Fulvia Roselli (San Clemente)
Cristian Stacchini   (Bellaria)
Gianluca Tamburini (Rimini)

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